LAVORI-MAGGIO GIUGNO
MAGGIO / GIUGNO
Tutti i testi che troverete di seguito sono tratte da diverse fonti tra queste tra i più interessanti vi è il sito www.giardinaggio.it al quale rimandiamo per approfondimenti (troverete altri link tra parentesi).
Buona lettura e ricordatevi di prestare attenzione a:
· tappeto erboso:
Se non ci si vuole affidare al caso, il tappeto erboso va coltivato e curato; in una parola, ci deve essere una manutenzione. La manutenzione prevede una serie d'operazioni miranti ad avere sempre un tappeto robusto, rigoglioso, sano e di bell'aspetto. Eccovi un elenco completo delle operazioni da eseguire per un perfetto tappeto erboso. (vedi*)
Durante il periodo invernale le graminacee perenni che costituiscono i tappeti erbosi interrompono la crescita e perdono parte della clorofilla presente nei tessuti fogliari, con conseguente ingiallimento del manto erboso. Tale ingiallimento è più o meno accentuato a seconda della specie e/o varietà. In queste condizioni, defi nite di riposo vegetativo, la gestione del tappeto erboso limitata alla sola concimazione; sia il taglio che l’irrigazione sono superflui, o addirittura dannosi. Se si dovessero verificare condizioni (di temperatura e di luce) favorevoli, infatti, entrambi questi interventi potrebbero stimolare la ripresa vegetativa, rendendo così le piante particolarmente vulnerabili in caso di nuovi.
· agrumi in vaso:
Gli agrumi, essendo piante abbastanza
sensibili alle basse temperature, devono
essere posti al riparo dal gelo. Anche una
veranda aperta ma esposta a sud può essere
un posto ideale dove ripararli
I mesi di gennaio e febbraio sono i più freddi dell’anno e gli agrumi, essendo piante abbastanza sensibili alle basse temperature, devono essere posti in luoghi riparati dal gelo.
Innaffiature. Uno degli aspetti che non dovete mai sottovalutare in qualsiasi periodosono le innaffiature, che rimangono di vitale importanza.
Un suggerimento piuttosto semplice può essere è quello di tastare il terriccio in superficie: se quest’ultimo si presenta asciutto innaffiate abbondantemente riempiendo d’acqua il vaso anche più volte.
Se nel locale adibito a ricovero vi è poca luce, oppure troppo caldo e quindi l’aria è secca, ecco che dovete correre ai ripari ripristinando le condizioni più idonee.
Interventi fitosanitari
Controllate lo stato sanitario degli agrumi in vaso al fine di rilevare l’eventuale presenza di infestazioni di coccinigliefarinose (Planococcus citri, vedi immagine qui a sinistra) e della coccinigliarossa-forte (Aonidiella aurantii, vedi immagine qui a sinistra). La prima invade i bottoni fiorali e i giovani frutti causando la cascola dei fiori e dei frutti; la seconda colonizza foglie, rami e frutti causando forti deperimenti vegetativi e perfino la comparsa di fenditure corticali sui rami maggiormente infestati.
Se rilevate la presenza di questi insetti, dopo che le piante saranno state poste all’aperto potrete sottoporle ad un trattamento con olio bianco-80 (bio, non classicicato), alla dose di millilitri 200 per 10 litri d’acqua.
· piante da terrazzo:
Le piante in vaso da fi ore per terrazzo e balcone generalmente sono specie originarie di climi caldi ed asciutti, ed in questo periodo sono riparate in luoghi chiusi in completo riposo vegetativo. Per questo motivo sopravvivono meglio se sono innaffiate poco, al limite del secco: hanno una crescita limitata e sono inoltre meno soggette a malattie o ad altre affezioni.
Tenete sotto controllo il terriccio dei vasi che non deve mai presentarsi del tutto asciutto. Talvolta solo la sua parte superiore si presenta secca e questo vi può facilmente ingannare portandovi ad innaffiare anche se non occorre. In caso di dubbio sollevate i vasi: dal peso potete valutare se è il caso di innaffi are oppure no. Usate sempre acqua a temperatura ambiente: se troppo fredda può provocare dannosi marciumi; se troppo calda può stimolare il risveglio delle radici e indurre ad una crescita inopportuna per il periodo. Date poca acqua: per ogni singola pianta considerate che ne basta circa un bicchiere. Per questa ragione potete evitare di predisporre i sottovasi: se dopo avere innaffiato dovete vuotarli, vuol dire che avete dato troppa acqua.
Concimazione. Anche le concimazioni devono essere limitate: in questo bimestre è suffi ciente nutrire le piante ogni tre settimane circa impiegando metà dose, rispetto a quella consigliata, di un prodotto specifi co per piante fi orite.
Interventi fi tosanitari Controllate le piante, che si trovano in questi mesi al chiuso, per rilevare l’eventuale presenza di infestazioni di cocciniglie farinose (Planococcus citri), cocciniglia piatta degli agrumi (Coccus hesperidum), aleurodidi (Trialeurodesvaporariorum) e dell’afideAphis gossypii. Per eliminare tutti questi insetti è suffi ciente un unico intervento con imidacloprid-17,8 (non classifi cato) o thiamethoxam-25 (non classifi cato), impiegabili alle rispettive dosi di millilitri 5 e grammi 2 per 10 litri d’acqua.
· rosai:
Il periodo ideale per la piantagione dei rosai è dalla fine di ottobre alla metà d'aprile. Non piantare in periodo di gelo o se il terreno è troppo bagnato. Essendo quasi sempre forniti a radice nuda, i rosai non debbono mai essere lasciati all'aria se non piantate immediatamente. (vedi*)
Potatura. Anche le potature vanno rimandate a metà-fine febbraio, quando non si temono più gelate prolungate. Una potatura anticipata potrebbe compromettere parte del ramo, se si dovessero presentare giornate di gelo intenso; inoltre le potature, se eseguite su legno gelato, possono generare pericolose spaccature con morte del ramo e deperimento del rosaio.
Controllo delle legature e della pacciamatura.
Nel mese di gennaio limitatevi quindi a controllare le legature dei tutori dei rosai ad alberello e dei rampicanti, reintegrando le pacciamature che risultano impoverite con compost non ancora completamente decomposto, che interrerete poi a marzo con una leggera sarchiatura.
Preparazione delle buche e impianto dei nuovi rosai.
In previsione di nuovi impianti, quando il terreno non si presenta più indurito dal gelo, potete preparare le buche (profonde circa 60 centimetri) che ospiteranno i nuovi rosai. Soprattutto nei terreni molto compatti e pesanti prevedete sul fondo della buca uno strato drenante di almeno 10 centimetri di spessore, composto da sassi e ghiaia grossolana, e lasciate le buche aperte ad ossigenarsi
Quando la temperatura si sarà fatta più mite e il terreno non sarà più intriso d’acqua, potrete iniziare l’impianto dei rosai a radice nuda e/o di quelli che avete conservato in tagliola dall’autunno scorso
Gli interventi di potatura primaverili, come già detto varie volte, si differenziano secondo le diverse tipologie di rose e riguardano solamente le rose rifiorenti; quelle a fioritura unica sono state già potate a giugno dell’anno scorso e dovranno subire la stessa sorte al termine della fioritura di questo anno; solo se i cespugli si presentano molto disordinati, si possono accorciare leggermente i rami più lunghi, per dare loro un aspetto migliore.
Alcune regole sono valide per tutti gli altri rosai e sono:
► l’eliminazione delle parti secche, rotte, esili o danneggiate da agenti naturali o da attacchi parassitari;
►il taglio dei rami che si intersecano fra di loro allo scopo di liberare il centro del cespuglio;
► la rimozione dei polloni selvatici che nascono al di sotto del punto di innesto.
· piante acidofile:
Gruppo di piante tra le più belle, con fioriture mozzafiato. Camelie, azalee, rododendri, ortensie, magnolie, eriche, kalmie, Leucothoe, Pieris, sono quasi tutte sempreverdi, amanti dei luoghi un po' ombreggiati, e desiderose di buone annaffiature.
Ci gratificano, in compenso, di fioriture meravigliose in diversi momenti della stagione.
Prendono il nome di acidofile (amanti dell'acidità) in quanto la loro origine montana le ha portate ad essere capaci di nutrirsi solo in terreni a reazione acida, cioè poveri di ioni positivi (calcio, potassio, sodio, magnesio). Per questo motivo devono essere messe a dimora in terre arricchite con torba acida, e concimate periodicamente con specifici concimi. Ancora meglio se periodicamente si effettuano somministrazioni di solfato di ferro.
L'ingiallimento fogliare è sintomo tipico di una non sufficiente acidità del terreno che ne impedisce la corretta nutrizione.