Il verde di GIUGNO - ELIANTO snc

Il verde di GIUGNO

________________*** *** LA PIANTA IL FIORE E L'ARBUSTO DI DICEMBRE *** ***______________

Pianta del mese

ALBERO DEI TULIPANI
Liriodendron tulipifera
- Stati Uniti Orientali -
 

Descrizione:

è un albero ornamentale appartenente alla famiglia delle Magnoliacee che raggiunge i 30 - 40 metri di altezza.
Le foglie sono portate da un lungo picciolo, hanno una forma caratteristica con due lobi nella parte basale e l'apice troncato; in autunno assumono una colorazione giallo-intensa assai spettacolare.
I fiori, che ricordano quelli del tulipano, sono grandi, solitari, di colore giallo-verde macchiati di arancione alla base e compaiono a giugno. I liriodendri iniziano a fiorire dopo i quindici anni di età.
Il legno è giallo-chiaro, di grana fine ed è utilizzato per mobili e barche; gli indiani d'America lo impiegano per costruire canoe.

 

Generalità:
albero di media grandezza, a foglie caduche, originario dell’ America settentrionale, che raggiunge i 20-25 m di altezza. Ha tronco eretto, molto ramificato, con corteccia grigio-verde, che generalmente assume con l’età un aspetto rugoso e fessurato; la chioma ha forma piramidale negli esemplari giovani, tende ad arrotondarsi con il passare degli anni, gli esemplari vetusti hanno però chioma abbastanza disordinata. Le foglie sono grandi, quadrilobate, con margine intero; divengono di colore giallo dorato in autunno, prima di cadere. In tarda primavera produce numerose infiorescenze erette, a forma di tulipano, con petali giallo-verdi e centro arancione; in tarda estate produce grossi frutti a forma di pigna, costituiti da numerosissimi semi alati, che cadono in autunno o nella primavera successiva. Questi grandi alberi vengono in genere utilizzati nei parchi, necessitano di molto spazio per potersi sviluppare al meglio; le infiorescenze sbocciano sull’apice dei rami, e spesso non si possono vedere negli esemplari di grandi dimensioni.

Esposizione:
porre in luogo soleggiato o semi-ombreggiato; queste piante in genere non temono il freddo, più probabilmente temono le estati eccessivamente calde, per questo motivo gli esemplari giovani possono necessitare di ombreggiatura nei mesi più caldi dell’anno.

Annaffiature:
da marzo a ottobre annaffiare regolarmente, soprattutto nei periodi più caldi o siccitosi.

Terreno:
i Liriodendron preferiscono terreni umidi, freschi e profondi, possibilmente con ph leggermente acido; nel porre a dimora la pianta è bene aggiungere al terreno del terriccio specifico per piante acidofile, e concimare abbondantemente con concime organico ben maturo; in autunno e in primavera è bene concimare la pianta con concime molto ricco in azoto.

Moltiplicazione:
in genere avviene per seme che la pianta produce in gran quantità; si semina in autunno, oppure in primavera, dopo aver posto i semi in frigorifero, stratificati nella sabbia, per almeno 2-3 settimane.

Parassiti e malattie: teme molto l’attacco degli afidi e la clorosi fogliare.

 

FIORE DEL MESE

 

Gladioli - Gladiolus

Generalità

 Il gladiolo, o gladiolus, appartiene alla famiglia delle iridacee ed è una pianta particolarmente indicata per i giardini, di gladiolo esistono tantissime varietà di cui alcune ibride. Questo fiore ha diversi colori poiché vista la sua adattabilità molti ibridi sono stati creati per soddisfare per essere piantati in ogni tipo di giardino. Il gladiolo proviene dall'Africa Meridionale e si distingue per le molte foglie grosse ed allungate che produce, il fiore sboccia in cima al suo grosso gambo. Il bulbo del gladiolo si può trovare in moltissime varietà, ed oltretutto è tra i più economici che vi sono sul mercato.

 

Ambiente ed esposizione

Il gladiolo va messo in una posizione particolarmente soleggiata e riparata dalle correnti d'aria, è una pianta africana e dimostra di gradire molto il sole e di essere nemica giurata del freddo. D'inverno infatti, pur non essendoci una temperatura indicata come limite di sopportazione, è bene riparare il terreno il terreno dove riposa il gladiolo con foglie secche, o meglio ancora conservare in una zona asciutta e riparata i bulbi dopo averli dissotterrati. Questo bulbo va piantato insieme ad altri a distanze non troppo lontane, è bene infatti creare delle macchie di colore, visto e considerato che queste piante non dimostrano particolare insofferenza nell'essere piantata l'una vicino all'altra.

 

Terreno

Questo bulbo, come già sottolineato, è particolarmente a suo agio quando è piantato in piena terra, meno quando è piantato in vaso. Il terreno ideale per il gladiolo è un terreno ben lavorato e ricco di sostanza organica che sia sufficientemente drenante.

 

Messa a dimora e rinvaso

La stagione ideale per mettere a dimora i vostri bulbi è quella primaverile, il gladiolo infatti teme il freddo ed è dunque una buonissima idea attendere che il grande freddo cessi e si affacci la bella stagione prima di interrare i bulbi. Se coltivato in vaso, rinvasate in primavera ogni quattro o cinque anni.

 

Annaffiatura  

Il gladiolo va annaffiato, dalla messa in dimora sino alla fine della stagione più calda, con grandissima intensità ma sempre rispettando la regola generale di non creare ristagni d'acqua eccessivi. Sopratutto durante i mesi estivi più caldi cercate di assicurarvi che la pianta non dimori in un terreno secco, quest'ultimo deve essere sempre un po' umido.

 

Concimazione

Prima che la pianta fiorisca unite all'acqua dell'irrigazione anche del concime specifico per piante bulbose. La soluzione va data alla pianta con una frequenza di quindici giorni fino alla fioritura, dopodiché sarà sufficiente annaffiare bene la pianta per avere una fioritura ottimale.

 

Riproduzione

La riproduzione del gladiolo avviene attraverso bulbilli o per semi. I bulbilli vanno disinfettati per bene ed interrati ad almeno 10 cm di profondità in un terreno simile a quello che si utilizza per i bulbi adulti, la messa a dimora dei bulbilli avviene alla fine dell'inverno, quindi da metà marzo in poi. Più difficile e lunga la riproduzione attraverso i semi, che come per altre piante necessità di almeno due o tre anni.

 

Potatura

La potatura del gladiolo si limita semplicemente alle foglie secche ed ingiallite ed ai fiori oramai appassiti. Più importante invece sarà spogliare di tutte le foglie secche la pianta dopo tre settimane dall'ultima fioritura stagionale.

 

Fioritura

I gladioli che crescono nei giardini fioriscono da maggio sino alla fine dell'estate. La pianta arriva sino a 120 cm di altezza e produce fiori di tutti i colori (possibili anche ibridi bicolori). I fiori sono a trombetta e fioriscono ininterrottamente durante la bella stagione, le piante sono lunghe e affusolate.

 

Malattie e parassiti

I gladioli non sono molto forti e sono oggetto di attacchi ripetuti da parte funghi e parassiti, per questo motivo è bene trattare con antiparassitari ed agenti contro l'insorgenza dei funghi in maniera preventiva. Nemica del gladiolo è anche l'umidità, che porta ruggine e attacchi da parte della mosca dei bulbi, cercate dunque di far rimanere sempre umidiccio il terreno ma evitate durante l'irrigazione eccessivi ristagni di acqua.

 

 

Consigli per l'acquisto

Come già detto il gladiolo può essere di diversi colori, se quindi comprate una nuova piantina cercate di prenderne una con qualche fiore già sbocciato in modo da avere idea del colore dei fiori; in secondo luogo verificate lo stato del terreno, lo abbiamo già sottolineato, questo deve essere si umido e non secco, tuttavia una umidità e dei ristagni d'acqua eccessivi non sono graditi dalla pianta.

 

Specie

Fra le specie di gladioli più famosi si citano il gladiolo childsii caratterizzato da steli molto forti e da fiori grandissimi; il gladiolo colvillei, che ha invece steli esili e fiori piccoli; il gladiolo gandavensis, che ha una decina di fiori che si sviluppano intorno al cormo principale; ed il gladiolo tristis, caratterizzato da steli robusti e fiori bianchi con una macchia rossa.

 

Curiosità

Molto curiosa l'origine del nome gladiolo, che deriva dal latino “gladius”, antica spada romana. I suoi fiori sono infatti sottili ed appuntiti e ricordano proprio un gladio, ed è per questo che il fiore di gladiolo simboleggia la “sfida amorosa” nonché l'amore ferito.

Arbusto del mese

 

ROSA RUGOSA GIUGNO

 

Caratteristiche rosa rugosa

 

La Rosa rugosa è facilmente riconoscibile per la sua forma tondeggiante, con fogliame di colore verde mela, venato e rugoso.

E' un arbusto fitto, vigoroso, versatile, con numerose spine presenti sia sulle foglie sia sui rami vecchi, lunghe fino a cm 1,50. Ha foglie composte di 5-9 foglioline oblunghe, dentate, con venature profondamente incise a formare delle rugosità, da cui appunto prende il nome. L’intera foglia può essere lunga da 8 a 18 centimetri. Nel periodo autunnale assume colorazioni tipiche della stagione, con tonalità accese, come oro brillante. Spesso persistono sui rami fino ad inverno inoltrato regalando, assieme alle bacche, note di colore.

E' una rosa che resiste molto bene agli inverni rigidi, al vento, all’inquinamento, alle malattie ed ai terreni poveri e siccitosi. Necessita di qualche ora di sole al giorno ma prospera senza problemi anche in posizioni ombreggiate.

Produce bei frutti sferici color rosso brillante, simili a piccoli pomodori di cm 2,5 di diametro, molto decorativi.

Non richiedono grande manutenzione e possono abbellire siepi rustiche formando cespugli impenetrabili. Per la sua vigoria non è indicata alla coltivazione in vasi o fioriere: le radici necessitano di spazio così come la parte aerea.

Nella rosa specie, i fiori sono di 9 cm. di diametro, semplici, di colore acceso e sprigionano una fragranza delicata, sono solitari o radunati in piccoli mazzi (corimbi). Gli stami color giallo tenero, sono prominenti, spesso evidenti.

 

Allo stato selvatico troviamo la Rosa rugosa alba ed alba plena (bianca) e Rosa rugosa rubra (rosso cremisi), cespugli pollonanti con rami ricoperti da aculei setolosi.

Entrambe hanno dato origine a molti ibridi (compresa la rosa-garofano dai petali frastagliati) raggruppati sotto il nome di ibridi di Rosa Rugosa che potrebbero essere raggruppati tranquillamente anche come razza a parte.

Il colore dei loro fiori vira dal bianco purissimo come per la Blanc Double de Coubert e la Nyveldt’s White, al rosa pallido della Fru Dagmar Hastrup e Sarah van Fleet, al lilla della Thérèse Bugnet e Scabrosa, fino al porpora e cremisi scuro della Roserai de l’Hay, F.J. Grootendorst, Hansa. Anche le tonalità del giallo sono presenti, ma solo in due esemplari: Agnes e Dr. Eckener. Inesistenti l’arancione ed il carminio.

La rifiorenza varia a seconda delle classi di rose che hanno contribuito alla formazione degli ibridi.

 

 

Rose alberello

Per anni, varie forme della rosa specie sono state usate per produrre rose alberello. E sono proprio queste rugose che appaiono, come nate dal nulla, nei giardini trascurati, riproducendosi dalle radici delle rose alberello lasciate senza controllo.

Alcuni ricercatori hanno ottenuto con queste rose, piante rustiche, resistenti alla peronospera ed alla ticchiolatura, alla cocciniglia ed alla ruggine, all’inquinamento ed alla salsedine. Non sono invece immuni ad afidi ed oidio.

 

Il clima e la Rosa rugosa

La Rosa rugosa sopporta bene il clima rigido quindi può essere coltivata senza temere le basse temperature. Durante i mesi invernali si possono comunque proteggere le radici ricoprendo la porzione di terreno attorno al colletto con foglie secche o altro materiale da pacciamatura. Sono facili da mantenere: richiedono una semplice potatura di pulitura in primavera, spesso con lo scopo di contenerne la vigoria. Se si desidera ammirare la maturazione delle bacche in autunno, è sconsigliata la rimozione delle corolle sfiorite.

 

La storia della rosa rugosa

I rosai di Rosa rugosa, originari del Giappone e dell’Asia settentrionale (Cina e Corea), furono introdotti in Europa da Siebold solo nel 1845, mentre in Cina venivano coltivati da almeno 800 anni. Nonostante il suo ingresso nel pantheon delle rose sia piuttosto recente, è oggi una delle più diffuse nel continente.

 

Annaffiature

Annaffiare solo quando il terreno è perfettamente asciutto, in genere intervenendo circa ogni 2-3 settimane se nel frattempo non si sono manifestate abbondanti piogge. Evitare gli eccessi di umidità nel terreno.

 

Concimazione

Ricordiamo di fornire annualmente del concime arricchendo il terreno con stallatico maturo, all'inizio dell'inverno.

 

 (*vedi )
 

Temperature Rosa rugosa

Continentale : Queste piante prediligono un'esposizione soleggiata, dove possano godere, anche per l'intera giornata, dei raggi diretti del sole.
Queste piante si coltivano in giardino per tutto l'arco dell'anno poiché sono rustiche.

Alpino: Coltiviamo la Rosa rugosa in luogo luminoso, con luce solare diretta.
Queste piante sono rustiche, non temono il freddo ed il caldo, quindi si possono porre a dimora all'aperto.

mediterraneo : Pianta che necessita di almeno alcune ore al giorno di irradiamento solare.
Queste piante non temono il freddo, si possono coltivare come piante da giardino per tutto l'arco dell'anno.
 

La malattia del mese

 

Tripidi del lauro

 

I Tripidi sono microscopici insetti fitofagi, molto mobili, dal corpo lungo circa 2 mm, che arrecano danni alle piante, ai boccioli floreali, alle foglie e ai frutti con il loro potente apparato boccale.

Sintomi
Le zone della pianta attaccate dai Tripidi e dalle neanidi le loro microscopiche larve, mostrano macchie necrotiche puntiformi di colore giallo – bruno  che con il passare del tempo diventano scure provocando il disseccamento della parte colpita. Sulle zone attaccate appaiono accumuli puntiformi di escrementi nerastri.

Danni da tripidi
Gli organi già sviluppati presentano anomalie cromatiche.
I frutti  presentano aree suberificate chiamate rugginosità.
Gli organi in via di sviluppo presentano alterazioni della forma e atrofie varie.  

Piante colpite dai Tripidi
Tra le piante più colpite dai Tripidi ricordiamo:
- le piante ornamentali come il garofano e il gladiolo;
- le piante di pisello;
- il pesco.

Trattamenti
e Lotta
Lotta biologica: trattamenti con insetti antagonisti e piretro.
Lotta chimica: trattamenti 2 volte l’anno soprattutto in primavera, con antiparassitari liquidi microincapsulati, specifici approvati dagli organi competenti.



Tratto da http://casa.atuttonet.it/casa-giardino/parassiti-malattie/tripidi-parassiti.php#ixzz0q9qcDS54